Casa di Cura, Laboratorio Analisi, Studi Medici in Provincia di Firenze

Opening Hours : dal Lunedì al Sabato, dalle 7.00 alle 19.00
  Contact : 0558391400 – 0558391439

Vaccinazione meningococco c: ecco il parere della Valdisieve Hospital!

Vaccinazione meningococco c: si o no?

La meningite meningicoccica è, fra le malattie infettive, una di quelle che fa più paura: imprevedibile, colpisce indistintamente bambini, adolescenti ed adulti, ha un decorso spesso fulminante e può portare da un giorno all’altro morte o disabilità permanente.

Se paragonata ad altre malattie infettive la sua frequenza è mediamente bassa, ma in certi periodi si manifesta in alcune zone geografiche più o meno ampie con una frequenza insolitamente elevata. E’ allora che scatta “l’allarme meningite “ dal forte impatto mediatico, con conseguente panico fra la popolazione e pressione sulla sanità pubblica.

Ma a cosa è dovuto questo strano comportamento del meningococco?

I meccanismi alla base del comportamento epidemiologico del meningococco sono ancora poco chiari. Il meningococco è un ospite frequente del nostro naso-faringe: la frequenza di portatori asintomatici è bassa fra i bambini piccoli, fra gli adolescenti e giovani adulti (fino a 1 portatore su 10 persone), per poi diminuire ancora nell’età avanzata. Un soggetto portatore asintomatico può ospitare lo stesso ceppo di meningococco per due mesi e quindi contribuire alla sua diffusione nella popolazione.

Nonostante l’elevata frequenza di portatori, i casi di malattia sono usualmente sporadici. Ma sono descritte – in Europa come nel nostro paese – aree di iperendemia caratterizzate da ondate epidemiche con un numero di casi decisamente superiore all’atteso

L’esperienza più nota è quella che si verificò alla fine degli anni ’90 nel Regno Unito: in quell’occasione è stato dimostrato con i fatti che l’impatto del vaccino è sia diretto (protezione individuale della malattia) sia indiretto grazie all’immunità di gregge: la riduzione  fino al 75% dei portatori asintomatici, infatti, porta benefici epidemiologici enormi riducendo la circolazione del batterio con conseguente protezione indiretta anche dei  non vaccinati.

In Italia la vaccinazione meningococco c di routine dei nuovi nati contro la meningite C è stata introdotta tardivamente e con risultati di copertura piuttosto deludenti. In assenza di eventi iperendemici, infatti, la richiesta della vaccinazione meningococco c da parte dell’utente è stata mediamente bassa e gli operatori sanitari sono stati abbastanza tiepidi nel consigliarla.

La situazione epidemiologica registrata negli ultimi mesi in Toscana indica senza dubbio una condizione di iperendemicità per meningite meningococcica. I casi registrati nel nostro territorio coinvolgono un range di età estremamente ampio. Per ovvi  motivi di fattibilità sarà impossibile coprire con la vaccinazione una popolazione così ampia: dovrà pertanto essere necessario affidarsi all’effetto di protezione del gregge. La vaccinazione antimeningococco C ha dimostrato di poterlo fare.

Purtroppo i livelli di copertura raggiunti finora nelle fasce infantili non hanno potuto sortire nessun effetto limitante e quelli raggiunti con la campagna straordinaria di vaccinazione nelle fasce di età più importanti per la trasmissione (adolescenti e giovani adulti) sono comunque insoddisfacenti e al di sotto dei livelli necessari per ottenere la riduzione della circolazione del batterio fra i  potatori:è necessario dunque aumentare le coperture.

L’ esperienza inglese ci insegna che vaccinando l’80% di un gruppo di età in effetti si potrebbe ridurre del 60% il numero di portatori.

Per far questo serve un impegno straordinario di tutti, nel proporre il vaccino e nel vaccinarsi.

 

Pelago, 11 febbraio 2016                                                                            Laura Ombroni

 

 

 

 

Attività sospese alla Valdisieve Hospital

Per poter garantire il distanziamento sociale necessario in questo periodo, dal prossimo sabato 21 Marzo verranno sospese tutte le attività ambulatoriali e diagnostiche.

Ci scusiamo per il disagio, ma si tratta di ulteriori misure precauzionali necessarie che, confidiamo, saranno utili anche per il contenimento della pandemia.